Bologna 1706
“Die vigesimo quinto mensis Aprilis Anno millesimo septingesimo sexto…”: appunto nel venticinquesimo giorno del mese di aprile del 1706 fu registrata la nascita di “Johannes Baptista filius D.ni Antonij Maria de Martinis et D.nae Dominicae Mariae de Felicis ejus uxoris”, Giovanni Battista figlio del signor Antonio Maria Martini e della signora Domenica Maria Felici sua moglie, che aveva avuto luogo il giorno precedente, cioè il 24 “hora decimaquinta” come precisa l’atto ufficiale, in via Pietralata accanto a S. Cristina (la chiesa, eretta nel ‘200, in seguito fu sconsacrata e più recentemente, pur conservando la facciata a capanna, è stata trasformata in Europa Cinema, ma la casa, nella strada piuttosto irregolare che congiunge le vie S. Felice e S. Isaia incrociando via del Pratello, è ancora reperibile all’attuale numero civico 57 che sostituisce ma non cancella il n. 981).
Bolognese di nascita ed europeo di destino, come musicista Giambattista Martini ebbe quattro maestri, bolognesi sì — di nascita o di stanza — ma fioriti sopra un terreno per nulla provinciale: il Predieri per il clavicembalo e gli elementi della composizione, il Ricieri per il contrappunto (ovvero l’alta composizione), il Pistocchi per il canto, infine il Perti per l’assieme dell’arte e della professione musicale (perfezionamento, si direbbe oggi).
Principale maestro di Martini fu Giacomo Antonio Perti, colonna della scuola bolognese, insegnante dei maggiori compositori del luogo e del tempo, decano dei musicisti bolognesi lungamente vissuto fra il 1661 e il 1756. Responsabile della cappella di S. Petronio dal 1696 alla morte, per sessant’anni infatti il Perti elargì la sua dottrina a pressoché tutti i musicisti bolognesi più giovani, dal violoncellista Domenico Gabrielli al musico Francesco Antonio Pistocchi non senza il violinista veronese Giuseppe Torelli; e in tanta operosità seppe conciliare il classico contrappunto del ‘500 romano, il fastoso stile concertante del ‘600 bolognese e il limpido melodismo del primo ‘700. Rispetto al parsimonioso Predieri e all’avventuroso Ricieri, nella formazione di Giambattista il Perti sarà stato forse il sapiente artefice delle pennellate finali, decisive anche se non proprio consuetudinarie e quotidiane, e certo anche il consigliere affettuoso e rispettabile più anziano di due generazioni.







