Anche Mozart ebbe un maestro e quel maestro fu Padre Martini, la cui fama travalicò presto i confini cittadini ed italiani divenendo una delle personalità più stimate e famose del Settecento musicale europeo.
Il giovane Amadeus conobbe Padre Martini nel 1770, quando venne a Bologna per sostenere l’esame di ammissione alla prestigiosa Accademia Filarmonica. Era accompagnato dal padre Leopold ed ospitato dal feldmaresciallo Gian Luca Pallavicini.
Il frate, uomo dal carattere semplice, dolce e simpatico, e il futuro genio entrarono subito in sintonia, tanto che Padre Martini lo aiutò a superare l’esame, correggendogli il compito. Fu così che Mozart ottenne il suo diploma accademico il 9 ottobre 1770. Due sono i compiti a tutt’oggi conservati. Il primo, quello all’Accademia Filarmonica, è quello ‘ufficiale’, mentre un secondo, conservato al Museo della Musica, è quello che riporta le correzioni di Padre Martini.
Wolfgang rimase molto legato al suo maestro di musica, tant’è che qualche anno dopo gli mandò la partitura di un breve brano sacro, “un debole pezzo di mia musica – scrisse il musicista — rimettendoLa alla di lei maestrale giudicatura” (l’offertorio Misericordias Domini, KV 222), rammaricandosi di esser lontano “dalla persona del mondo che maggiormente amo, venero e stimo”. Martini rispose complimentandosi per i grandi miglioramenti nel comporre, con un appunto finale che lascia trasparire molto della sua indole di didatta. “Ella proseguisca sempre più ad esercitarsi, perché la musica è di tal natura che richiede esercizio e studio grande sino che si vive”. Mosso dalla passione e anche da un pizzico di raffinata spudoratezza, conclude la lettera chiedendo un ritratto di Mozart stesso, che arrivò puntuale ad arricchire la sua prestigiosa collezione.