even Mozart had a teacher





Un sito dedicato a un grande della musica europea e alla recente riscoperta della sua opera

Parola chiave | Martini

Bologna

Città della Musica

Bologna città musicale. La storia comincia da lontano, da quando il giovane qui arrivò nel 1770 per diplomarsi presso l, la più antica istituzione musicale cittadina, fondata nel 1666 nell’attuale sede di via Guerrazzi 13. E da lì la storia prosegue fino ai giorni nostri, con il riconoscimento da parte dell’Unesco di “Città creativa della musica”.

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Europa

Dalla Germania

Ma era soprattutto dalla Germania che molti giovani talenti usavano venire a fortificarsi con la dottrina di padre : Georg Noëlli, ebreo d’origine portoghese allievo di per sei anni ma allievo anche di Geminiani e Hasse, concertista celebre ovunque a suonare il pantaleon (un bizzarro strumento a molte corde percosse della famiglia del salterio); Ferdinand Fränzl, violinista dalla carriera internazionale e compositore (ma non in ambito sacro); Franz Paul Grua, di origini italiane, nativo di Mannheim e poi maestro di cappella a Monaco; , l’ultimo figlio maschio del sommo Johann Sebastian, sceso in Italia nemmeno ventenne e allievo di padre nel 1756, convertito al Cattolicesimo l’anno dopo e subito immesso negli opulenti ranghi della musica sacra più italiana possibile (ma non a discapito di tutti gli altri).

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Il Farinello

Nella seconda metà del secolo, a Bologna visse oltre vent’anni e morì Carlo Broschi detto Farinelli (1705–1782), pugliese educato a Napoli, soprano maschile applaudito sulle principali piazze d’ e specialmente a Londra e Madrid, un mito fra i più saldi luminosi del classico. Accademico filarmonico nel 1730, amico di padre , sempre benvoluto dai bolognesi per la mitezza del carattere oltre che ammirato per la grandezza dell’arte e la qualità della cultura, durante la lunga carriera il Farinelli cantò quasi esclusivamente musiche teatrali. Al di là del repertorio, nella sua biblioteca bolognese comparivano numerosissime partiture operistiche, i quindi preziosissimi volumi manoscritti delle sonate di Scarlatti, quindi alcuni oratori, gli Stabat Mater di Domenico Scarlatti e Giambattista Pergolesi (con quello di tal Marchese di Ligneville), un Salve Regina e altra musica chiesastica ancora di Scarlatti.

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Le savant anachorèthe

Il sapiente anacoreta secondo il principe e musicografo russo Aleksandr Beloselsky, il padre di tutti i maestri secondo il compositore tedesco Carl Ditters von Dittersdorf, addirittura il “Dio della musica” secondo i suoi numerosissimi, eterogenei e invero un po’ baroccheggianti allievi: tre definizioni che danno una giusta idea della considerazione, della venerazione goduta all’epoca sua dal francescano padre Giambattista (Bologna, 1706–1784), maestro di cappella in S. Francesco, accademico e definitore perpetuo dell’ (fino all’81), accademico dell’Arcadia di Roma, perfettamente informato delle vicende musicali europee e collegato con le principali corti del continente, bibliofilo in possesso di tesori unici e invidiabili secondo un dotto corrispondente come Girolamo Chiti, musicista in tutti i sensi e a tutti gli effetti ma in particolare insegnante provetto, universalmente ricercato e assai umilmente compensato da lontano con preziose spedizioni di libri per lui irraggiungibili e da vicino con più spicce forniture di tabacco e cioccolata. Secondo l’elenco di Brofsky, accurato ma certo inferiore a una realtà ormai remota e sfuggente, sono oltre cento gli allievi saggiati e preparati in quasi mezzo secolo di attività didattica, sessantanove quelli coltivati per qualche tempo e trentacinque quelli tramandati come tali anche se a volte un po’ nebulosamente: come stranieri, si contano quattordici nomi fra i primi e sette fra i secondi.

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Maestro di Mozart

Anche ebbe un maestro e quel maestro fu Padre , la cui fama travalicò presto i confini cittadini ed italiani divenendo una delle personalità più stimate e famose del Settecento musicale europeo.

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La Vita

Bologna 1706

Die vigesimo quinto mensis Aprilis Anno millesimo septingesimo sexto…”: appunto nel venticinquesimo giorno del mese di aprile del 1706 fu registrata la nascita di “Johannes Baptista filius D.ni Antonij Maria de Martinis et D.nae Dominicae Mariae de Felicis ejus uxoris”, Giovanni Battista figlio del signor Antonio Maria e della signora Domenica Maria Felici sua moglie, che aveva avuto luogo il giorno precedente, cioè il 24 “hora decimaquinta” come precisa l’atto ufficiale, in via Pietralata accanto a S. Cristina (la chiesa, eretta nel ‘200, in seguito fu sconsacrata e più recentemente, pur conservando la facciata a capanna, è stata trasformata in Cinema, ma la casa, nella strada piuttosto irregolare che congiunge le vie S. Felice e S. Isaia incrociando via del Pratello, è ancora reperibile all’attuale numero civico 57 che sostituisce ma non cancella il n. 981).

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Maestro di cappella

Così armato e corazzato, Giambattista fece di tutto, come si vedrà; ma intanto doveva assolvere al suo incarico ufficiale di maestro di cappella in S. Francesco. Il chierico cominciò a lavorare nella cappella “assistendo e sostituendo, sebben giovanetto sedicenne, or l’organista ed ora il maestro”. 1

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  1. L. Busi, Op. cit., p. 345; donde anche la prossima citazione.

Martini e il suo secolo

Bolognese di nascita, ma europeo di destino, Giovanni Battista fu un francescano ma soprattutto il musicista italiano più erudito del XVIII secolo. Fu talmente noto e stimato che proprio presso di lui il giovane si diplomò Maestro Compositore, presso l’ di Bologna.

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Musica a stampa e non

L’opus primum di Padre fu un libro di litanie e antifone mariane a quattro voci, con organo e strumenti “ad libitum” (cioè a piacere, eseguibili o no a seconda delle possibilità e delle occasioni), che gli pubblicò nel 1734 il solerte editore bolognese Lelio dalla Volpe (solerte anche a farsi pagare dal povero autore le spese e altro, lire 188,62 ovvero più o meno lo stipendio di un anno).

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Polemiche, un erede, la morte

Nel 1776 aveva avuto la soddisfazione di veder approvata dai padri conventuali la proposta di un coadiutore, di un maestro sostituto nella persona del confratello, allievo prediletto e già organista della chiesa Stanislao . Ma nel ’77 ebbe anche un cruccio, quello di sentirsi addosso i fiati e le grinfie dell’: i , dei quali operava come definitore perpetuo, erano fin troppo ligi nell’osservanza del vecchio decreto di (mutuato da quello di Clemente XI destinato a Roma) e volevano sempre decidere e controllare le nuove nomine a maestro di cappella nelle chiese cittadine, per cui criticarono e contestarono la scelta di e il suo futuro di maestro in S. Francesco. Al che Padre si offese, non faticò ad avere dalla sua prima il Padre Guardiano con i Padri Consiglieri del convento e poi anche il pontefice Pio VI, e ricorrendo all’ufficialità della carta bollata (10 febbraio 1778) ebbe la certezza di poter respingere certe ingerenze sul momento e in futuro. Però il sodalizio con la Filarmonica si era deteriorato: già dalla fine del ’77 il nome di comincia a disertare i verbali delle sedute accademiche e il 29 dicembre 1781 ebbero luogo le dimissioni ufficiali (dal ’58, l’anno della aggregazione, era passato quasi un quarto di secolo, ma certo la “perpetuità” era stata vanificata). 1

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  1. Circa un aspetto del lavoro svolto dallo storico presso la Filarmonica esiste una moderna querelle (peraltro non l’unica, attorno all’Accademia e al Padre): fra chi nega e chi riafferma la paternità martiniana del Catalogo degli aggregati, cioè Sergio Durante, Nota sopra un manoscritto ‘martiniano’, Padre cit., pp. 123–133 e Giuseppe Vecchi, Per una storia dell’ di Bologna. L’ e le sue fonti storiche: Padre G.B. … ridimensionato, AA.DD., L’ di Bologna: storia, maestri, opere, Bologna, AMIS, 1991, pp. 111–123.

Visitatori

D’altra parte, se nel 1751 doveva già esser pronto il primo volume della Storia della musica, nel ‘58 l’ e l’ aggregarono a gran voce il musicista e teorico ormai noto in tutto il mondo: un plauso alla prima, che ravvisava la scienza anche nei ranghi dell’arte e della musica; e non di meno alla seconda, che per una volta seppe allentare la morsa dei divieti e guadagnare un religioso ai suoi membri sempre laici e orgogliosi di esserlo (anche se non pacificamente, ché esisteva una fazione contraria capeggiata da Angelo Santelli). Assolutamente stanziale, affetto “dalle abituali sue indisposizioni, parte reumatiche alle gambe, parte convulsive alla gola ed al capo” e letteralmente perseguitato dal freddo, Padre continuava imperterrito a lavorare, scrivere, comporre, pensare.

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Musica

Introduzione

Il ricco catalogo della musica strumentale, del quale non prendiamo in esame la musica per tastiere, comprende: sinfonie per archi e con fiati, concerti per strumenti solisti, musica da camera per organici differenti.

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Progetto

Il progetto

Kaleidos ha iniziato nel 2006 un progetto pluriennale alla riscoperta dell’opera strumentale di Padre , custodita presso l’archivio del di Bologna e in gran parte ancora inedita e ineseguita. Gli obiettivi del progetto sono la trascrizione ed edizione critica del materiale musicale, l’esecuzione pubblica e l’incisione discografica delle composizioni: concerti, sinfonie e musica da camera.
L’edizione critica dell’opera è a cura di Daniele Proni e Federico Ferri al quale è affidata anche la direzione musicale.

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