Bologna città musicale. La storia comincia da lontano, da quando il giovane Mozart qui arrivò nel 1770 per diplomarsi presso l’Accademia Filarmonica, la più antica istituzione musicale cittadina, fondata nel 1666 nell’attuale sede di via Guerrazzi 13. E da lì la storia prosegue fino ai giorni nostri, con il riconoscimento da parte dell’Unesco di “Città creativa della musica”.
Nella seconda metà del secolo, a Bologna visse oltre vent’anni e morì Carlo Broschi detto Farinelli (1705–1782), pugliese educato a Napoli, soprano maschile applaudito sulle principali piazze d’Europa e specialmente a Londra e Madrid, un mito fra i più saldi luminosi del belcanto classico. Accademico filarmonico nel 1730, amico di padre Martini, sempre benvoluto dai bolognesi per la mitezza del carattere oltre che ammirato per la grandezza dell’arte e la qualità della cultura, durante la lunga carriera il Farinelli cantò quasi esclusivamente musiche teatrali. Al di là del repertorio, nella sua biblioteca bolognese comparivano numerosissime partiture operistiche, i quindi preziosissimi volumi manoscritti delle sonate di Scarlatti, quindi alcuni oratori, gli Stabat Mater di Domenico Scarlatti e Giambattista Pergolesi (con quello di tal Marchese di Ligneville), un Salve Regina e altra musica chiesastica ancora di Scarlatti.
Anche Mozart ebbe un maestro e quel maestro fu Padre Martini, la cui fama travalicò presto i confini cittadini ed italiani divenendo una delle personalità più stimate e famose del Settecento musicale europeo.
Bolognese di nascita, ma europeo di destino, Giovanni Battista Martini fu un francescano ma soprattutto il musicista italiano più erudito del XVIII secolo. Fu talmente noto e stimato che proprio presso di lui il giovane Mozart si diplomò Maestro Compositore, presso l’Accademia Filarmonica di Bologna.
Il ricco catalogo della musica strumentale, del quale non prendiamo in esame la musica per tastiere, comprende: sinfonie per archi e con fiati, concerti per strumenti solisti, musica da camera per organici differenti.
Kaleidos ha iniziato nel 2006 un progetto pluriennale alla riscoperta dell’opera strumentale di Padre Martini, custodita presso l’archivio del Museo della Musica di Bologna e in gran parte ancora inedita e ineseguita. Gli obiettivi del progetto sono la trascrizione ed edizione critica del materiale musicale, l’esecuzione pubblica e l’incisione discografica delle composizioni: concerti, sinfonie e musica da camera.
L’edizione critica dell’opera è a cura di Daniele Proni e Federico Ferri al quale è affidata anche la direzione musicale.