even Mozart had a teacher





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Polemiche, un erede, la morte

Nel 1776 aveva avuto la soddisfazione di veder approvata dai padri conventuali la proposta di un coadiutore, di un maestro sostituto nella persona del confratello, allievo prediletto e già organista della chiesa Stanislao . Ma nel ’77 ebbe anche un cruccio, quello di sentirsi addosso i fiati e le grinfie dell’: i , dei quali operava come definitore perpetuo, erano fin troppo ligi nell’osservanza del vecchio decreto di (mutuato da quello di Clemente XI destinato a Roma) e volevano sempre decidere e controllare le nuove nomine a maestro di cappella nelle chiese cittadine, per cui criticarono e contestarono la scelta di e il suo futuro di maestro in S. Francesco. Al che Padre si offese, non faticò ad avere dalla sua prima il Padre Guardiano con i Padri Consiglieri del convento e poi anche il pontefice Pio VI, e ricorrendo all’ufficialità della carta bollata (10 febbraio 1778) ebbe la certezza di poter respingere certe ingerenze sul momento e in futuro. Però il sodalizio con la Filarmonica si era deteriorato: già dalla fine del ’77 il nome di comincia a disertare i verbali delle sedute accademiche e il 29 dicembre 1781 ebbero luogo le dimissioni ufficiali (dal ’58, l’anno della aggregazione, era passato quasi un quarto di secolo, ma certo la “perpetuità” era stata vanificata). 1

A queste grane cittadine corrispondevano comunque onori d’ogni tipo altrove. A parte i rapporti epistolari con gli ammiratori, gli ex-scolari, i conoscenti, gli eruditi, i musicisti militanti di mezzo mondo, a settant’anni suonati Padre entrò nell’Accademia romana dell’Arcadia (1777), assumendo il nome fittizio di Aristosseno Anfioneo che associava il grande teorico della storia e il grande strumentista della mitologia greca (cioè Aristosseno allievo di Aristotele e Anfione), e poco dopo nell’Accademia Ducale dei di Modena (1780). Musica? Ecco il salmo Super flumina Babylonis del 1783, un Te Deum e una Sequentia S. P. Augustini nell’84, una raccolta dei canoni più ingegnosi degli ultimi tempi da dare alle stampe. Quindi la morte, occorsa il 3 agosto del 1784 e seguita da esequie in S. Francesco e tumulazione nella locale tomba dei Padri Maestri.

Da Piero Mioli, Padre , musicista e musicografo da Bologna all’Europa (1706–1784), Lucca, LIM, pp. 18–28, passim.

  1. Circa un aspetto del lavoro svolto dallo storico presso la Filarmonica esiste una moderna querelle (peraltro non l’unica, attorno all’Accademia e al Padre): fra chi nega e chi riafferma la paternità martiniana del Catalogo degli aggregati, cioè Sergio Durante, Nota sopra un manoscritto ‘martiniano’, Padre cit., pp. 123–133 e Giuseppe Vecchi, Per una storia dell’ di Bologna. L’ e le sue fonti storiche: Padre G.B. … ridimensionato, AA.DD., L’ di Bologna: storia, maestri, opere, Bologna, AMIS, 1991, pp. 111–123.